mercoledì 19 marzo 2014

GARANZIA GIOVANI: L'APRIPISTA DI UN NUOVO SISTEMA

Garanzia Giovani è un programma europeo che per funzionare necessita di una stretta e proficua collaborazione tra Regioni e Stato, ma ancor di più tra operatori pubblici e privati.
A livello "politico" non manca la volontà di mettere in pista le risorse necessarie e le strutture più funzionali affinchè Youth Guarantee possa dare al meglio risposte concrete.
Ora, per funzionare veramente e per non disperdere le ingenti risorse già stanziate, occorre imprimere la svolta decisiva. Chi materialmente e fisicamente si rapporterà con i giovani non-occupati saranno i diversi operatori pubblici e privati dislocati su tutto il territorio nazionale. Fino ad ora, l'Italia, a differenza di molti Paesi europei ha investito poco o nulla sulle cosiddette "politiche attive", e saranno proprio queste a determinare il successo o la disfatta di Garanzia Giovani. Senza alcun dubbio gli Stati che nel tempo hanno saputo creare un'efficiente rete di politiche attive saranno avvantaggiati nella riuscita del programma europeo, poichè godranno dei benefici derivanti da meccanismi già rodati e pienamente operativi.
Se come sembra l'Italia è finalmente determinata a credere fino in fondo in G.G., dovrà, come più volte in questa sede ribadito, dare una scossa in senso "premiale" al sistema, ossia instaurare un regime di piena concorrenza tra Centri per l'Impiego ed Agenzie private, affinchè si riescano ad ottenere maggiori risultati.
Garanzia Giovani sarà l'apripista di una nuova concezione per la ricerca di lavoro, servirà da locomotiva per costruire una rete di strutture che dovrà durare e migliorarsi nel tempo ed affinare produttive strategie di ricerca, necessarie anche per il futuro, per far diventare Garanzia Giovani un modo ordinario di cercare lavoro, come accade ad esempio in Danimarca o nel Regno Unito.

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