mercoledì 7 maggio 2014

Lombardia: Garanzia Giovani è già realtà, sul modello Dote Unica Lavoro

Dote Unica Lavoro in Lombardia è stata un successo, ed è la base di partenza per l'intero programma Garanzia Giovani in Italia. Il 5 maggio, nella sede di regione Lombardia si è tenuto un convegno intitolato "Dote Unica Lavoro: un modello per le politiche di lavoro", al quale hanno preso parte oltre 300 operatori dei servizi alla formazione e al lavoro.
L'assessore Valentina Aprea ha rivendicato l'ottimo lavoro svolto con Dote Unica lavoro, definendola "la risposta all'arretratezza nei servizi per il lavoro". I dirigenti della Direzione generale hanno esposto agli operatori i dati di monitoraggio consultabili su www.lavoro.regione.lombardia.it, sezione Dote Unica Lavoro. Il successo del programma DUL è dimostrato dal fatto che il 64% delle persone prese in carico ad ottobre si siano riattivate nel mercato del lavoro, ciò in virtù dell'innovativo sistema premiale, grazie al quale vengono riconosciuti i meriti nei confronti di quegli operatori virtuosi che raggiungono maggiori risultati in termini di ricollocazione.
Come da programma, Garanzia Giovani in Lombardia è partita il 1°maggio, proprio sul modello di Dote Unica Lavoro; è già infatti possibile accedere al portale web www.lavoro.regione.lombardia.it per aderire al programma e selezionale uno degli operatori accreditati in Regione.
L'assessore Aprea ha espresso soddisfazione nel constatare che i principi su cui fonda Dote Unica Lavoro siano diventati la base del piano nazionale Garanzia Giovani.
Nel convegno si è anche parlato della possibilità di istituire una "Dote Expo" per estendere i benefici del programma anche nei settori direttamente collegati all'evento.

5 commenti:

  1. Un successo, dote unica lavoro in Lombardia? non direi.
    La mia ragazza si è iscritta a fine novembre 2013, siamo andati da un operatore accreditato, è stata collocata nella fascia di aiuto più elevata. Insomma, le hanno assegnato la dote, ma...
    Tuttora ancora nessun riscontro, nessun colloquio. Tra poco scadono i 6 mesi, potrà rinnovare l'iscrizione, presumo, ma l'obbiettivo non era di trovare una collocazione per tutti, compreso i meno collocabili?
    Se ci si basasse su quanti tirocini sono stati attivati e non su quante doti sono state assegnate (dote assegnata non equivale certo a persona collocata!) i numeri sarebbero molto meno trionfali, immagino.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. I dati presentati da Regione Lombardia dicono che quel 64% che si è riattivato è composto da un 12,4% che sta facendo un tirocinio, un 14,1% che ha un contratto di lavoro uguale o inferiore a sei mesi e il 37,8% un contratto superiore ai sei mesi. Di questi ultimi il 68,9% ha contratto a tempo indeterminato e il 17,4% di apprendistato.
      Certamente le politiche del lavoro non possono garantire al 100% la collocazione, ma il risultato appare sostanzialmente positivo.

      Elimina
    2. Ok, la ringrazio per avermi fatto notare che qualche dato anche sull'assunzione/ricollocazione effettivamente c'è: http://www.regione.lombardia.it/cs/Satellite?c=News&childpagename=Regione%2FDetail&cid=1213666844349&pagename=RGNWrapper
      Però a me il 36% di persone non ricollocate, dopo 6 mesi, non pare un risultato così eccellente, e lo dico al di fuori del caso specifico di cui ho accennato.
      Sarà che tendo a vedere il bicchiere mezzo vuoto.
      Forse i media dovrebbero concentrarsi maggiormente sul dato "ricollocazione" e non sul semplice numero di doti assegnate. Ho cercato su vari siti di informazione e non avevo trovato questi dati, nè avevo capito che quella percentuale nell'articolo qui sopra si riferisse a quello.

      Elimina
    3. Condivido che bisognerebbe focalizzarsi sui risultati e non sulle prese in carico. Per quanto riguarda il fatto che il 64% di ricollocati sia molto o no, il mio parere personale è che le politiche di ricollocazione non creano di per sé nuovi posti di lavoro, ma che rendono il mercato del lavoro più "fluido", superando le tradizionali modalità di ricerca basate sulle reti amicali e parentali o sul "fai da te" e dando quindi maggiori opportunità alle persone di candidarsi posti vacanti (e vice versa per le aziende). Per l'Italia questo sarebbe già un bel passo avanti. D'altra parte il programma nazionale di Garanzia Giovani ha questa medesima ambizione. Cercheremo di tenere monitorati i risultati anche di questo, nelle diverse regioni d'Italia. Cordiali saluti.

      Elimina
  2. Ma se si volesse passare da Dote Unica Lavoro a Garanzia Giovani, avendo ovviamente i requisiti per quest'ultima?

    RispondiElimina

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.