giovedì 9 ottobre 2014

Solo tre Paesi Ue utilizzano le risorse per la Garanzia

Gli oltre 6 miliardi stanziati per il programma GaranziaGiovani sarebbero per ora utilizzati da soli 3 dei 20 paesi che hanno un tasso di disoccupazione giovanile superiore al 25%, Francia, Italia e Lettonia. Una mancanza di azione che tradisce la scarsa coerenza tra le parole e i fatti. La Commissione di Barroso aveva deciso di lanciare il programma Garanzia Giovani, un fondo da 6 miliardi di euro creato grazie all’anticipo di alcune spese già previste nel bilancio 2014-2020. Youth Garantee ha lo scopo di finanziare impieghi, stage, apprendistati oppure corsi di formazione per i ragazzi under 25 (29 in Italia) che non hanno trovato occupazione dopo aver concluso gli studi da più di 4 mesi, oppure non sono riusciti a trovarne un altro impiego nello stesso lasso temporale. Come rimarca un’analisi di Frankfurter Allgemeine Zeitung, a distanza di più di un anno dall’avvio di questo programma i governi dei Paesi membri non hanno utilizzato che una frazione dei 6 miliardi messi a disposizione dall’Unione Europea. Solo 3 Nazioni hanno predisposto programmi nazionali che possono attingere a questi fondi comunitari, i quali funzionano con il principio del cofinanziamento, ovvero 50% a carico dell’UE, ed il restante 50% che invece spetta allo Stato membro. Gli Stati europei più colpiti dalla disoccupazione giovanile, Spagna e Grecia, non hanno però attinto ai circa 2 miliardi messi a disposizione per i loro programmi, 1,7 per Madrid, 350 per Atene. Secondo Faz le colpe del mancato utilizzo di questi fondi risiedono sia nella Commissione, che non ha informato in modo adeguato gli Stati, sia nei governi nazionali, che hanno preferito rinunciare a questo programma, anche alla luce del maggiore indebitamento causato dall’utilizzo dei fondi comunitari.


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