martedì 18 novembre 2014

Su "Il Sole 24 Ore" una precisa disamina sulla Garanzia

Su "Il Sole 24 Ore" di oggi, Giampiero Falasca fa una precisa ed attenta panoramica sulla Garanzia Giovani, evidenziando ciò che ancora non funziona:

La Garanzia Giovani è un progetto di politica attiva, ed a lungo ne sentiremo parlare. Ma analizzando i dati, le discussioni non verteranno certo sui risultati positivi conseguiti, bensì sulle ragioni che hanno portato ad un nuovo fallimento della nostra organizzazione dei servizi per l'impiego.
Per Garanzia Giovani, L'Unione Europea mette a disposizione ingenti risorse, che per l'Italia ammontano ad 1,5 miliardi di euro, da utilizzare in politiche attive di orientamento, istruzione e formazione, ed inserimento al lavoro.
La pratica, purtroppo, ci dice che che la Garanzia Giovani non sta funzionando, nonostante la mole poderosa di risorse disponibili.
I giovani iscritti al programma sono 294.677, ma dallo scorso 1°maggio, soltanto 89.979 (il 30%) sono stati presi in carico e "profilati".
Le opportunità di lavoro complessive, che sono state pubblicate sul portale ufficiale, dall'inizio del progetto sono 22.535, ma si tratta di offerte poco chiare e di modesta qualità. Invece, le adesioni dei giovani sono molto ridotte e spesso coloro che si iscrivono al programma lamentano di non ricevere le prestazioni previste.
Ma il fallimento di Garanzia Giovani era abbastanza annunciato, poichè il sistema italiano dei servizi per l'impiego soffre di carenze strutturali, non risolvibili dal solo aumento di risorse, ma richiede un cambio del modello utilizzato. La Garanzia non funziona perchè attuata dentro un sistema dove manca quello che gli esperti di organizzazione chiamano "il padrone del processo". Con la riforma del Titolo V della Costituzione, le competenze sul lavoro sono state state distribuite su tanti enti diversi, con il risultato che manca un soggetto capace di gestire e coordinare le politiche attive del lavoro su tutto il territorio nazionale.
Il Jobs act, ora, interviene prevedendo la costituzione dell'agenzia nazionale per il lavoro.
Però un altro problema che ha indebolito l'efficacia della Garanzia, riguarda la collaborazione tra pubblico e privato. Ogni regione ha infatti definito regole diverse per la partecipazione dei privati.
Solo Regione Lombardia ha seguito l'approccio europeo preoccupandosi di regolare il servizio, e consentendo di farlo erogare da chiunque ne è capace, pubblico o privato che sia, secondo un meccanismo che lega le risorse ai risultati. Non a caso, la regione Lombardia ha avuto i risultati migliori nell'attuazione della Garanzia.
E' auspicabile che l'esperienza della Garanzia serva da insegnamento, facendo capire che per far funzionare i servizi per l'impiego non è sufficiente aumentare solo le risorse, ma anche avere qualche nuova idea.


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