lunedì 3 novembre 2014

Un terzo delle risorse sono state impegnate

Sono 561 i milioni di euro impegnati per la Garanzia Giovani, a fronte di 1,5 miliardi complessivi stanziati sul biennio 2014 - 2015. Il problema però concerne la programmazione attuativa, troppo disomogenea tra i territori.
Solo dodici Regioni: Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Liguria, Toscana, Umbria, Lazio, Puglia, Campania, Sardegna, Sicilia e provincia autonoma di Trento, hanno già provveduto a pubblicare avvisi per misure rivolte ai giovani disoccupati.
Dallo scorso primo maggio, alla Garanzia hanno aderito 262.171 giovani (al 23 ottobre) e di questi appena 62 mila hanno fatto un primo colloquio con i Centri per l'Impiego. Le opportunità di lavoro pubblicate, invece, sono 19.109, per 27.393 posti disponibili.
Il Ministro Poletti, nel corso dell'audizione svoltasi in Commissione Lavoro del Senato, ha spiegato che a livello internazionale soltanto Italia e Francia hanno approvato piani attuativi della Youth Guarantee, mentre altri Paesi Ue sono più indietro. Nel nostro Paese, però, la messa a punto del programma è ancora troppo frammentaria, con alcune Regioni come Lombardia e Piemonte più avanti rispetto ad altre. Ciò è attribuibile in parte anche all'esistenza, in alcune Regioni, di piani territoriali rivolti ai giovani, per contrastare la pesante disoccupazione giovanile.
Poletti rimarca anche il fatto che le risorse assegnate al nostro Paese vanno tassativamente impegnate entro la fine del 2015. Poi potranno essere spese nel corso dei tre anni successivi. Fino ad oggi sono stati impegnati circa 230 milioni per le misure nazionali: oltre 188 milioni per il bonus occupazionale e quasi 40 milioni per il servizio civile. Altri 70 milioni sono in corso di impegno. Mentre per quanto riguarda la programmazione attuativa regionale, le risorse sono pari a 260 milioni di euro.

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