martedì 3 febbraio 2015

Piccoli segnali incoraggianti sull'occupazione

I dati ISTAT appena pubblicati fanno trapelare un cauto ottimismo a proposito della situazione occupazionale nel nostro Paese. Rispetto a novembre, il mese di dicembre fa registrare 93 mila occupati in più, che rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente diventano 109 mila. L'aspetto più curioso che emerge dall'incremento (seppur ancora molto lontano dal potersi definire soddisfacente), è il fatto che è certamente avvenuto senza l'ausilio del Jobs act. Proprio la riforma del lavoro non sembra ancora avere le ali spianate. Dopo i due provvedimenti di maggio (liberalizzazione di contratto a termine ed apprendistato), i due più recenti decreti attuativi su contratto a tutele crescenti e nuovi ammortizzatori sociali devono ancora dispiegare i loro effetti, e, se vedranno la luce entro una decina di giorni, del primo vedremo i risultati in primavera, per il secondo invece dovremo attendere giugno.
Tornando ai dati ISTAT, le Regioni del Sud (sette, per l'esattezza) dimostrano una situazione di seria difficoltà, poichè hanno quasi il triplo della disoccupazione generale rispetto al Nord, e quasi il doppio tra le giovani donne. La disoccupazione totale scende sotto il 13% (12,9%), mentre quella degli under 24 è scesa al 42%. Qui si è verificato un paradosso statistico: i giovani occupati sono calati (in un anno meno 34 mila), sono calati giovani disoccupati (meno 33 mila), ma sono aumentati gli inattivi (più 37 mila). Il tasso di occupazione tra i giovani 15-24enni è molto basso in Italia (15,4%), e l'alto numero di Neet (2 milioni), nonostante la Garanzia Giovani, testimonia tutte le difficoltà ancora presenti nel nostro Paese nella creazione di lavoro.
E' certamente doveroso aumentare la velocità nell'adozione, e nell'approvazione, di provvedimenti in grado aumentare l'occupazione; ma non è possibile che ad un anno di distanza dal primo abbozzo del Jobs act, i provvedimenti effettivamente approvati e operativi siano soltanto due, a cui ne verranno aggiunti altrettanti nelle prossime settimane.

FONTE:

LA STAMPA - "LAVORO, QUALCOSA SI MUOVE"

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